🏅 IO C'ERO

NUNES VALMIR

Anno di nascita: 1964 • Città: SANTOS • Nazionalità: BRASILE

Pettorale 112
Tempo 06:35:39
Posizione 1

⏱️ Tempi ai Posti di Controllo

Postazione Km Tempo
Faenza 100 06:35:39
Altimetria 100 KM del Passatore

Anno 1992 - Valmir Nuñes, nell'anno di Cristoforo Colombo

Non volevo venire, non mi piace fare il bis, e in questo sono come il vostro Paganini… Poi mi avete detto che era il 500° del discoprimento del Nuovo Mondo, che avevo il dovere morale di esserci, perché sarebbe venuto anche lo statunitense Vassili Triantos di fresca cittadinanza stelle e strisce proveniente dall’antico popolo bretone che ha insegnato molto a molti, e veniva perché aveva vinto la “100 del Passatore” di Washington e allora non me la sono sentita di fare un torto a quella che anch’io dico essere la “100 più bella del mondo”… E così eccomi qua… e non sarebbe stato se non si fosse intromesso il buon Cristoforo e chissà poi dove sarei io adesso senza la sua scoperta! Non ho battuto il record del ’91 anzi 20 minuti in più, che per me sono tanti ma credetemi che, comunque, vincere la “100 del Passatore” è sempre grande cosa. Sono già due le belle targhe ceramiche assegnate al vincitore e adesso che ho fatto il bis faccio un pensiero per eguagliare il record di Vito Melito (che ne ha 4) e sarebbe bello farne una in più… Vedremo. Intanto un caro saluto a Firenze, alla Romagna, a tutti i centisti del mondo e anche all’Alteo che ha interpretato questi miei pensieri…

Anno 1991 - Io, Valmir Nuñes, brasileiro

Ho cominciato a correre a 15 anni, a scuola, e subito mi sono sentito portato a questo sport. La mia prima corsa, da 100 km fu Uburaba, Minai Gerais, in Brasile, nel luglio del ’90, quando arrivai primo. Poi ho corso a Santander, Rio de Janeiro, ancora terzo. Poi ho avuto la mia più grande soddisfazione alla Firenze – Faenza, quando ho vinto il campionato del mondo. Mi ha molto impressionato la perfetta organizzazione della corsa, il rilievo che dà la stampa, la partecipazione del pubblico, i patroni, il governo. Quanto differente dal mio paese, dove gli atleti sono assolutamente soli “per combattere per un posto al sole!”. Prendete me, come esempio, che sono solo, senza allenatore, senza nessuno con il quale impostare la mia preparazione. Di regola io corro tutti i giorni, di corsa al paese, sulle colline, sulla spiaggia. Leggo molto, libri e giornali, su questo sport e mi sforzo di mantenermi sano e forte, mangiare sano, non bere e non fumare. Certo di stare bene, insomma, di mantenermi in forma fisicamente e mentalmente. Io non dimenticherò finché campo la “100 del Passatore” per un fatto più di tutti gli altri: i luoghi che la corsa attraversa da Firenze a Faenza. Il panorama, il paesaggio, tutto è così bello che quasi non si avverte la fatica nei muscoli. Io debbo dirvi cosa mi ha aiutato a vincere la “100 del Passatore”: mi sentivo solo; sperduto in un paese nel quale nessuno mi capiva e nessuno io capivo. In più, mi sono sentito un po’ male nell’Hotel prima della partenza e quindi capirete come mi sono presentato al via. Ma appena iniziata la corsa mi sono detto che dovevo arrivare primo: era il modo per battere la mia indisposizione e la paura.

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