🏅 IO C'ERO

CALCATERRA GIORGIO

Anno di nascita: 1972 • Città: ROMA • Nazionalità: ITALIA

Pettorale 1
Tempo 06:49:02
Posizione 1

⏱️ Tempi ai Posti di Controllo

Postazione Km Tempo
Borgo San Lorenzo 31.6 02:02:14
Passo Colla 48 03:18:27
Marradi 64.7 04:23:19
Brisighella 88.1 06:01:53
Faenza 100 06:49:02
Altimetria 100 KM del Passatore

Anno 2012 - Passatore 2012, non solo una gara ma soprattutto una festa.

Il Passatore per me è il Passatore, non è una gara di 100km, è molto di più, è una festa. Sono ormai sette anni che la corro, ed è sempre un carico di emozioni. Quest’anno ci sono arrivato senza grandi problemi, ho cercato di allenarmi bene, di arrivare a Firenze con largo anticipo e di godermi al massimo quei 100 bellissimi km che mi separavano da Faenza. Le ultime due ore prima della partenza sono state molto belle, fotografie, strette di mano, scambi di in bocca al lupo e qualche intervista, come dicevo prima è stata una festa, anche il sindaco di Firenze è venuto a farci l’in bocca al lupo e a stringermi la mano. Poi, il conto alla rovescia e via, si parte! I km nel centro di Firenze scorrono velocissimi, la gente applaude, molti mi chiamano per nome e io mi ritrovo per qualche centinaio di metro da solo. Dopo poco arriva un altro atleta, Colnaghi, so che è un buon maratoneta, ci ho corso altre volte e ci salutiamo amichevolmente. Pietro mi dice che è alla sua prima cento e che vuole farmi compagnia fino al passo della Colla e poi valutare se fermarsi o proseguire rallentando. Intanto arriviamo al quinto km, 19’ 33”. Dopo poco ci sorpassa un ragazzo russo che orami conosco da anni, il suo passo è deciso e in certi momenti riesce anche a prendere qualche metro di vantaggio, ci tenevo a correre la prima parte della gara in maniera tranquilla, ma per rimanere con il gruppo di testa non ho potuto farlo. Secondo cinquemila, tutto in salita, 21’ 06”. Sapevo di rischiare un po’ forzando, ma al Passatore c’è una gara nella gara, il traguardo volante in cima alla Colla, e nella prima parte di gara ho pensato anche a quello. Il ragazzo Russo nel frattempo ha lasciato la nostra compagnia e noi facciamo il terzo diecimila in 19’ e 51”. Colnaghi nonostante quello che mi aveva detto, tirava, sembrava che cercasse di staccarmi, e io preferivo non lasciarlo. Al 34 km mi ha preso una decina di metri di vantaggio, e lì forse mi sono giocato un po’ il crono finale, si perché ho reagito di impulso, l’ho raggiunto e ho cominciato ad aumentare l’andatura, ho forzato un po’ e sono arrivato in cima abbastanza stanco. In discesa non sono riuscito a correre bene e il distacco si è ridotto fino ad arrivare a 40 secondi. Ho reagito di nuovo e pian piano ho guadagnato secondi, ma Pietro non ha mollato, e ogni tanto il vantaggio diminuiva. La mia corsa non era rilassata, ogni tanto mi sentivo molto debole e chiedevo un carbogel , forse questa volta ho mangiato troppo poco. A colazione mezzo cornetto, un cappuccino e un terzo di baguette con la marmellata, a pranzo nulla, mezz’ora prima di partire una gelatina presport. Al 35km il primo carbogel e al 55km il secondo. Meno rispetto al solito. Rispetto ad altre gare ero meno lucido, non riuscivo a rispondere a tutte le battute che mi facevano e notavo di correre con la bocca abbastanza aperta come a voler prender più aria possibile. Il mio vantaggio superava i due minuti, ma io non mi sentivo sicuro. Nel frattempo il tifo della gente continuava e mi caricava e mi ha fatto anche molto piacere vedere il sindaco di Faenza sorpassarmi in bicicletta e salutarmi. Al’88km i minuti che avevo di vantaggio erano quattro e io continuavo con il mio passo, un passo non in spinta ma costante. La gente ai lati delle strade mi chiama per nome, alcuni avevano dei cartelli con il mio nome scritto, l’emozione era tanta. Mi dicevano parole bellissime e io non mollavo, e km dopo km sono arrivato al 99esimo km, lì finalmente mi sono sbloccato, sentivo veramente il traguardo vicino e ho cominciato a giocare e a salutare, aumentando l’andatura e guardandomi a destra e a sinistra e così in poco tempo taglio il traguardo. Non sentivo più la stanchezza, avevo voglia di saltare e di abbracciare tutti quelli che mi avevano aspettato a l’arrivo. Non ho visto neanche il tempo che ho fatto, ma sapevo che è sopra le sei ora e quaranta, non un granché rispetto alle mie tre ultime 100km ma va bene lo stesso. Salgo sul palco, si stappa la bottiglia come gli altri anni, e poi vado al ristoro e a cambiarmi. Incontro il mio caro amico Carlo che come ogni anno è venuto ad aspettarmi, ho bevuto qualcosa e poi via all’antidoping. Questa volta ci hanno fatto il doppio controllo, sangue e urine, finalmente! Per riuscire a fare la quantità sufficiente di liquido da analizzare, ho bevuto tre birre, un po’ mi sentivo brillo, ma giusto quel po’ che mi ha dato allegria. Ringrazio Veronica, per avermi fatto assistenza prima, durante e dopo la gara, dandomi quella tranquillità che mi ha permesso di vincere. Alle 2 e 40 finalmente sono arrivato in albergo, mi sono cambiato, messo a letto e nel giro di due secondi mi addormentato. Ho vinto il mio settimo Passatore, è solo una vittoria in più, ma per vuol dire molto, vuol dire che ho ancora la salute, la fortuna e la voglia di andare avanti, so che non ho fatto nulla di straordinario, sono stato solo costante e fortunato, ma sono contento proprio di questo. Grazie Papà per avermi regalato questa bella passione e grazie mamma, se ho vinto è anche merito tuo.

Anno 2011 - Il mio sesto Passatore

Quest’anno è stato per me un anno un po’ particolare, un anno nel quale un grosso infortunio ha modificato la mia vita… Ho difficoltà a guidare la macchina, ad alzare un peso, a piegarmi in una certa maniera, ma per fortuna non ho difficoltà a correre… Correre mi riesce bene, quando corro non sento dolore… Così ho rinunciato a varie terapie che potevo fare, e mi sono cominciato a preparare ad una gara che amo moltissimo: il Passatore. Negli ultimi mesi non sono riuscito a correre molto forte, le mie gare venivano sempre più lente dello scorso anno, in maratona avevo perso almeno 4 minuti e secondo un calcolo approssimativo, nella cento avrei perso almeno 12minuti. Io speravo di scendere sotto le sette ore, ma sapevo che era difficile! Ma mi sono detto fin dall’inizio che l’importante sarebbe stato provarci! Così sabato pomeriggio sono andato a Firenze, con quell’obbiettivo. Non pensavo troppo alla vittoria, pensavo fosse impossibile, ma volevo provare ad onorare quella bellissima gara che tanto mi ha dato! Qualche piccolo cambiamento l’ho fatto, rispetto all’anno passato per esempio ho mangiato meno, volevo arrivare alla gara leggero e reintegrare le energie durante il mio viaggio. Ho fatto colazione alle nove e trenta con sei fette biscottate, un cappuccino con un cornetto e una tazza di latte e cereali, po ho preso una gelatina un’ora prima della partenza, insomma, colazione abbondante ma niente pranzo. Così è andata, sono partito sentendomi leggero e vitale, il pensiero è andato subito allo scorso anno, quando in partenza facevo smorfie di dolore per la mia contrattura alla schiena e non riuscivo a tenere il passo dei primi… Ricordo il magone che avevo, la paura di non farcela, ma ricordo anche la determinazione ad arrivare, magari in 20 ore, magari di passo, ma volevo arrivare! Lo scorso anno in realtà la mia contrattura si sciolse con il passare dei km ed io sono riuscito a vincere la gara, ed alla fine, incredibile ma vero all’arrivo la mia schiena era meglio che alla partenza.  Ora voglio  però scrivere di quest’ anno… un’edizione difficile, con molti concorrenti temibili. Sono partito con molta voglia di correr e già dai primi metri ho preso il mio ritmo senza pensare a tattiche o agli avversari. Con me solo Emanuele Zenucchi, ottimo maratoneta all’esordio su questa distanza. Pensavo partisse forte e questo mi dava un p0′ di preoccupazione, invece per fortuna il suo ritmo è stato giusto e devo ringraziarlo per i 10 km di compagnia. Dietro di noi c’era Alberico di Cecco, sembrava non volesse raggiungerci e manteneva sempre quella ventina di metri dietro di noi.  Per i primi 10km ho avuto abbastanza caldo, ma poi per fortuna le condizione climatiche sono migliorate e anche se c’è stato un p0′ di vento contrario, devo dire che il clima è stato dalla parte di noi atleti. Per me il Passatore non è una singola gara, ma c’è la gara nella gara, ovvero il gran premio della montagna. La prima salita, quella di Fiesole (Vetta delle Croci) è passata via velocemente poi pian piano siamo scesi fino a Borgo San Lorenzo dove cominciavano i 13/14 km di salita… Dove cominciava la mia prima  gara.  Di Cecco nel frattempo mi ha affiancato e circa al 43esimo km mi ha staccato. Io avevo preso da poco dei carboidrati liquidi ma non avevo bevuto acqua e mi avevano dato leggermente fastidio, non sono così riuscito a rispondere all’attacco. Dopo circa 500 mt riesco a bere dell’acqua e pian piano mi riprendo, aveva una sessantina di metri su di me, in salita non sono pochi… ma ci ho provato, ho spinto un p0′ sull’acceleratore e con mia grande sorpresa, sono riuscito a raggiungerlo e a staccarlo di circa 40 secondi… mi sono così goduto la vittoria della mia prima gara, il gran premio della montagna. Mi sono buttato in discesa con la voglia di correre, ma con la consapevolezza che era troppo presto per spingere a fondo e che forse dovevo approfittare della discesa per recuperare un po’. Sapevo che il secondo era vicino, ma non mi importava, sapevo che forse era meglio se mi raggiungeva e se correvamo per un p0′ insieme. Credo mi abbia raggiunto al 55esimo km e per 20km abbiamo corso vicino,  a dire il vero, ogni tanto lui si staccava, ma credo solo perché io facevo dei piccoli cambiamenti di ritmo. Al 74esimo km Di Cecco ha accelerato un po’ e io l’ho seguito fino al 75esimo, quando ho deciso anch’io di fare un piccolo allungo.  A quel punto sento il tifo, mi dicono vai, insisti ora, io penso: è assurdo, mancano ancora 25km, è troppo presto… La mia mente pensava razionalmente, ma le mie gambe e il mio cuore mi hanno detto di andare e io senza neanche rendermene conto, ho cominciato a spingere, a correre, finalmente senza tenermi… finalmente libero! Il distacco non aumentava di molto, e pensavo che Di Cecco mi riprendesse presto, ma io non stavo gareggiando solo contro di lui, io stavo correndo per il mio tempo, stavo correndo per il mio personale e allora, al diavolo tutte le tattiche… dovevo correre, andare come potevo! Perché l’ho sempre detto e lo ribadisco ancora una volta il personale è la cosa che mi gratifica di più, più di una grande vittoria. Gli ultimi 10 km  ho avuto un piccolo rallentamento, ma i muscoli si erano induriti e sapevo che ormai il vantaggio dal secondo era superiore ai 2 minuti… Quindi ho spinto, mantenendo la concentrazione e sapendo che fino a un metro prima dell’arrivo, la gara non è finita e tutto può succedere. Sono arrivato un po’ stanco e affamato, meno vivace rispetto agli anni passati, ma felice e soddisfatto. Sono salito sul palco, ho stappato la mia bottiglia di spumante e firmato diversi autografi, ma devo dire la verità non mi sentivo in piena forma… poi mi hanno accompagnato all’antidoping, per fortuna ho mangiato due cornetti e mi sono ripreso… Forse qualche barretta in più, o chissà uno dei miei amati cornetti presi in gara mi avrebbe fatto arrivare un po’ più vispo! Ora sono passate più di 36 0re dalla fine della gara, i muscoli delle mie gambe sono leggermente doloranti, ma mi sento rilassato e in forza! Ancora non ho corso, non so se oggi lo farò, ne avrei molta voglia, ma non forse non è il caso di accelerare i tempi, voglio riprendermi bene e ricominciare a correre senza dolori e con il solito piacere di sempre. Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno tifato per me, che con il loro sostegno mi hanno spinto verso il traguardo, ringrazio chi mi aiutato in gara, con il supporto di qualche parola o di una boccetta d’acqua. In particolare ringrazio Veronica che mi ha fatto assistenza per tutta la gara e che pazientemente mi ha passato le barrette, i carboidrati liquidi, l’acqua e la cola e che con il suo tifo mi ha dato forza e voglia di correre. Per ora non ho programmi per le mie prossime gare, vorrei divertirmi in gare veloci, ma un pensiero c’è anche al mondiale di settembre…

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