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VITO MELITO
Edizione 1978

Intervista a Vito

Hai fatto la 100 km. per tre anni consecutivi ed hai sempre abbassato il record di anno in anno, come lo spieghi questo?

Ormai anche la 100 km. è diventata una gara per specialisti: il mio rispecchia fedelmente le tappe di maturazione fisica e psicologica migliorata di anno in anno. Sfruttando sempre di più l’esperienza precedente, si riesce a capire meglio e il proprio fisico e il metodo di affrontare la gara; con sempre maggiore convinzione anche la 100 km. può essere una gara come un’altra: basta prepararsi bene e credere al lavoro che si fa.

Quest’anno all’arrivo hai detto che la terza 100 km. l’avevi già vinta l’anno scorso, perché?

Sì, l’anno scorso, nonostante una difficile crisi, sono riuscito a vincere superando l’avversario all’ultimo km,; appunto, da allora vedi che se ai 100 km. Elvino Gennari aveva fissato il record mondiale sulle 6h20’35’’ io senz’altro avrei fatto di meno e la terza vittoria ne dà la conferma.

Quest’anno sei partito anche per battere il record dei 100 km.?

Sinceramente no, io volevo vincere per la terza volta e bene; però dopo 50 km. di gara ho avuto la convinzione che mantenendo un ritmo regolare avrei fatto il record. Ho spinto al massimo per circa 30 km. fra il settantesimo ed il centesimo e qui ho vinto la gara e fatto il record di 6h12’55’’. Con che tipo di scarpe hai corso?

Un paio di scarpe di marca francese, l’E.B., favolose per leggerezza e morbidezza; una piccola curiosità; avendo rotto le mie pochi giorni prima della gara, ho corso con un paio prestatomi da un allievo dell’Acquadela. Ciò spiega e dà pregio al valore ed alla praticità delle scarpe.

Claudio Cava Notiziario del Podista, luglio 1978