L'Est vince!
Giovanni Paolo II (e mi stupisce e mi dà fastidio sentirlo chiamare “Papa Woitila” o addirittura – con una libertà maleducata, addirittura “Woitilia”) ha fatto tante cose prodigiose e la prima, certo, è quella di aver portato un Papa non italiano –Lui– sul soglio di Pietro dopo 500 anni di ininterrotta italianità… e qualcuno dice che – dopo di Lui – ne passeranno altri 500 prima che ciò abbia a verificarsi ancora… Ma sia, e non teniamo conto di tutto il resto e del grande capitombolo politico che sta sconvolgendo parte delle terre emerse, un uomo dal nome che qualcuno dice impossibile (e quindi polacco…) si iscrive, viene a Firenze, passa per Fiesole, Borgo S. Lorenzo, Passo della Colla, Marradi… senza mettersi in particolare evidenza (forse perché l’impronunciabile nome lo aiuta a questa sapiente mimetizzazione…) poi si fa sotto e alle porte di Faenza si verifica il fatto grande (grande, grandissimo fatto è quello di eternarsi vincendo una “100 del Passatore”) e il polacco, il conterraneo del Papa, “l’Uomo di Woitila” – il compito dei titolasti delle pagine sportive è così enormemente facilitato – si presenta in Piazza del Popolo. Il “fatto vero” era che il muro (la terribile, inumana, sconcia, lubrica, indefinibile cosa) era crollato non solo per la Germania e Berlino ma per tante nazioni che assaporavano emozioni di libertà e dal varco di quel muro era passato anche Jamont Przemyslaw, così veloce, che aveva battuto tutti, da arrivare addirittura a Faenza.