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GIORGIO CALCATERRA
Edizione 2011

Il mio sesto Passatore

Quest’anno è stato per me un anno un po’ particolare, un anno nel quale un grosso infortunio ha modificato la mia vita… Ho difficoltà a guidare la macchina, ad alzare un peso, a piegarmi in una certa maniera, ma per fortuna non ho difficoltà a correre… Correre mi riesce bene, quando corro non sento dolore… Così ho rinunciato a varie terapie che potevo fare, e mi sono cominciato a preparare ad una gara che amo moltissimo: il Passatore. Negli ultimi mesi non sono riuscito a correre molto forte, le mie gare venivano sempre più lente dello scorso anno, in maratona avevo perso almeno 4 minuti e secondo un calcolo approssimativo, nella cento avrei perso almeno 12minuti. Io speravo di scendere sotto le sette ore, ma sapevo che era difficile! Ma mi sono detto fin dall’inizio che l’importante sarebbe stato provarci! Così sabato pomeriggio sono andato a Firenze, con quell’obbiettivo. Non pensavo troppo alla vittoria, pensavo fosse impossibile, ma volevo provare ad onorare quella bellissima gara che tanto mi ha dato! Qualche piccolo cambiamento l’ho fatto, rispetto all’anno passato per esempio ho mangiato meno, volevo arrivare alla gara leggero e reintegrare le energie durante il mio viaggio. Ho fatto colazione alle nove e trenta con sei fette biscottate, un cappuccino con un cornetto e una tazza di latte e cereali, po ho preso una gelatina un’ora prima della partenza, insomma, colazione abbondante ma niente pranzo. Così è andata, sono partito sentendomi leggero e vitale, il pensiero è andato subito allo scorso anno, quando in partenza facevo smorfie di dolore per la mia contrattura alla schiena e non riuscivo a tenere il passo dei primi… Ricordo il magone che avevo, la paura di non farcela, ma ricordo anche la determinazione ad arrivare, magari in 20 ore, magari di passo, ma volevo arrivare! Lo scorso anno in realtà la mia contrattura si sciolse con il passare dei km ed io sono riuscito a vincere la gara, ed alla fine, incredibile ma vero all’arrivo la mia schiena era meglio che alla partenza.  Ora voglio  però scrivere di quest’ anno… un’edizione difficile, con molti concorrenti temibili. Sono partito con molta voglia di correr e già dai primi metri ho preso il mio ritmo senza pensare a tattiche o agli avversari. Con me solo Emanuele Zenucchi, ottimo maratoneta all’esordio su questa distanza. Pensavo partisse forte e questo mi dava un p0′ di preoccupazione, invece per fortuna il suo ritmo è stato giusto e devo ringraziarlo per i 10 km di compagnia. Dietro di noi c’era Alberico di Cecco, sembrava non volesse raggiungerci e manteneva sempre quella ventina di metri dietro di noi.  Per i primi 10km ho avuto abbastanza caldo, ma poi per fortuna le condizione climatiche sono migliorate e anche se c’è stato un p0′ di vento contrario, devo dire che il clima è stato dalla parte di noi atleti. Per me il Passatore non è una singola gara, ma c’è la gara nella gara, ovvero il gran premio della montagna. La prima salita, quella di Fiesole (Vetta delle Croci) è passata via velocemente poi pian piano siamo scesi fino a Borgo San Lorenzo dove cominciavano i 13/14 km di salita… Dove cominciava la mia prima  gara.  Di Cecco nel frattempo mi ha affiancato e circa al 43esimo km mi ha staccato. Io avevo preso da poco dei carboidrati liquidi ma non avevo bevuto acqua e mi avevano dato leggermente fastidio, non sono così riuscito a rispondere all’attacco. Dopo circa 500 mt riesco a bere dell’acqua e pian piano mi riprendo, aveva una sessantina di metri su di me, in salita non sono pochi… ma ci ho provato, ho spinto un p0′ sull’acceleratore e con mia grande sorpresa, sono riuscito a raggiungerlo e a staccarlo di circa 40 secondi… mi sono così goduto la vittoria della mia prima gara, il gran premio della montagna. Mi sono buttato in discesa con la voglia di correre, ma con la consapevolezza che era troppo presto per spingere a fondo e che forse dovevo approfittare della discesa per recuperare un po’. Sapevo che il secondo era vicino, ma non mi importava, sapevo che forse era meglio se mi raggiungeva e se correvamo per un p0′ insieme. Credo mi abbia raggiunto al 55esimo km e per 20km abbiamo corso vicino,  a dire il vero, ogni tanto lui si staccava, ma credo solo perché io facevo dei piccoli cambiamenti di ritmo. Al 74esimo km Di Cecco ha accelerato un po’ e io l’ho seguito fino al 75esimo, quando ho deciso anch’io di fare un piccolo allungo.  A quel punto sento il tifo, mi dicono vai, insisti ora, io penso: è assurdo, mancano ancora 25km, è troppo presto… La mia mente pensava razionalmente, ma le mie gambe e il mio cuore mi hanno detto di andare e io senza neanche rendermene conto, ho cominciato a spingere, a correre, finalmente senza tenermi… finalmente libero! Il distacco non aumentava di molto, e pensavo che Di Cecco mi riprendesse presto, ma io non stavo gareggiando solo contro di lui, io stavo correndo per il mio tempo, stavo correndo per il mio personale e allora, al diavolo tutte le tattiche… dovevo correre, andare come potevo! Perché l’ho sempre detto e lo ribadisco ancora una volta il personale è la cosa che mi gratifica di più, più di una grande vittoria. Gli ultimi 10 km  ho avuto un piccolo rallentamento, ma i muscoli si erano induriti e sapevo che ormai il vantaggio dal secondo era superiore ai 2 minuti… Quindi ho spinto, mantenendo la concentrazione e sapendo che fino a un metro prima dell’arrivo, la gara non è finita e tutto può succedere. Sono arrivato un po’ stanco e affamato, meno vivace rispetto agli anni passati, ma felice e soddisfatto. Sono salito sul palco, ho stappato la mia bottiglia di spumante e firmato diversi autografi, ma devo dire la verità non mi sentivo in piena forma… poi mi hanno accompagnato all’antidoping, per fortuna ho mangiato due cornetti e mi sono ripreso… Forse qualche barretta in più, o chissà uno dei miei amati cornetti presi in gara mi avrebbe fatto arrivare un po’ più vispo! Ora sono passate più di 36 0re dalla fine della gara, i muscoli delle mie gambe sono leggermente doloranti, ma mi sento rilassato e in forza! Ancora non ho corso, non so se oggi lo farò, ne avrei molta voglia, ma non forse non è il caso di accelerare i tempi, voglio riprendermi bene e ricominciare a correre senza dolori e con il solito piacere di sempre. Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno tifato per me, che con il loro sostegno mi hanno spinto verso il traguardo, ringrazio chi mi aiutato in gara, con il supporto di qualche parola o di una boccetta d’acqua. In particolare ringrazio Veronica che mi ha fatto assistenza per tutta la gara e che pazientemente mi ha passato le barrette, i carboidrati liquidi, l’acqua e la cola e che con il suo tifo mi ha dato forza e voglia di correre. Per ora non ho programmi per le mie prossime gare, vorrei divertirmi in gare veloci, ma un pensiero c’è anche al mondiale di settembre…